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Sanitaria

Ricevuta segnalazione da parte di chi presume essere rimasto vittima di un errore sanitario (la colpa professionale riguarda casi in cui vi è o una diagnosi errata o una terapia errata) l'Associazione (esaminata la storia e le cartelle cliniche) ove tramite propri medici legali ravvisi una ipotesi di responsabilità, notifica al sanitario le doglianze relative. Qualora questi abbia interesse a risolvere la insorgenda vertenza in via alternativa alla giurisdizione dei Tribunali può giovarsi della collaborazione dell'Associazione a risolvere bonariamente la lite servendosi della Camera Arbitrale che ha sede presso l'Associazione stessa.
Qualora al contrario l'Associazione non ravvisasse ipotesi di responsabilità del medico (o della struttura sanitaria) ne renderà conto all'interessato sconsigliandolo di proseguire nell'azione.
Oggi i casi che frequentemente vengono denunciati riguardano la mancanza o inadeguatezza del consenso informato, il ritardo di diagnosi dell'infarto, gli errori nell'anestesia, errori trasfusionali, attendismo nel praticare il parto cesareo, interruzione di gravidanza non riuscita, senza tralasciare la dimenticanza degli strumenti chirurgici nel corpo del paziente o l'asportazione di organo sano simmetrico a quello malato.
Al grande successo della chirurgia plastica è peraltro seguita una propalazione di denunce per interventi non riusciti: in tema di intervento di natura estetica il medico non può limitarsi a garantire solo di fornire al meglio la propria esperta professionalità ma deve garantire anche la buona riuscita dell'operazione.
Di qui l'alto contenzioso.
La mediazione offerta dalla Associazione mira, come detto, ad evitare pretestuose doglianze garantendo sia il personale medico e paramedico da infondate richieste e di converso offrendo al paziente danneggiato un esperto ausilio per ottenere un giusto risarcimento.
E' allo studio un progetto per inserire una clausola arbitrale nel contratto professionale e il ricorso alle Alternative Dispute Resolution (ADR) e cioè la risoluzione alternativa dei conflitti da dirimere non davanti ai giudici dei Tribunali ma davanti a Camere Arbitrali.
C'è già in proposito un disegno di legge in Italia (n. 7185 del 7.7.2000) elaborato anche a livello europeo (r. 98/257/CE) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee L. 115 del 17.4.1998.
E' un passo di civiltà giudiziaria auspicabile per risolvere in tempi brevi e moderni la vicenda conflittuale.

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